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I primi ciak di 'Sacro Codice' girati in Sila |
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Nath e Christin corrono
spensierati sulla riva di un
lago, verso un futuro che va
delineandosi a loro insaputa.
Sono queste le battute iniziali
del film "Sacro Codice" diretto
dal regista calabrese Franco Gramisci che, nei giorni scorsi,
si è a
Interviste Interviste sul set silano di Sacro Codice Prodotto da Corbec Film e Advanced Virtual Research, con il supporto della Fondazione Calabria Film Commission di Emanuele Armentano Franco Gramisci – Regista: «Iniziamo in Calabria le prime scene in esterna. Abbiamo fatto precedentemente diversi ciak in teatri di posa, fra Roma e Cosenza, per quel che riguarda le scene che richiedono particolari interventi di ricostruzione virtuale. In Sila invece ab biamo girato le scene
che non richiedono effetti
speciali, ma grazie ad alcune
location siamo riusciti ad
incastonare la storia in mezzo
a paesaggi che nulla hanno da
invidiare a quelli fantastici.
Fra i monti della Sila i piccoli
Rebecca Mulè e Lorenzo Audia
sono stati i protagonisti
bambini che hanno girato la
scena emblematica, il cuore del
film, la scena più illuminata
sia dal punto di vista estetico
fotografico che dalla metafora
interiore del personaggio. Un
momento di infanzia, di
splendore e bellezza che viene
spezzato in un istante e da qui
il mondo comincia ad annebbiarsi».
Ma sul mistero dell'attimo che
"separa" i due protagonisti il
regista non si sbilancia: «E'
questo l'effetto che vogliamo
creare, non far capire cos'è che
ci separa da chi e da cosa. Sarà
l'esperienza, la vita vissuta
che farà capire la storia. Non a
caso la prima scena tornerà
sempre come un flashback nei
ricordi dei protagonisti».
Le prime impressioni sul set
silano: «La prima cosa che si
deve sottolineare è che la
preparazione al set più è lunga
e meglio è, più è oculata, umana
e tecnica e più è magia. I
bambini sono stati eccezionali
nella loro semplicità e in un
contesto paesaggistico bello
come questo, anche la presenza
dei soli due attori ha creato le
giuste armonie e reso essenziali
le riprese. Non grosse presenze
nella troupe, per essere
discreti nel girare coi bambini
e cogliere le loro emozioni in
pieno».
Stefano Lombardo - cinematographer: «In generale il mio ruolo è quello di essere uno dei più stretti collaboratori del regista, poiché devo cercare di rendere, attraverso gli usi degli obiettivi, delle macchine e della luce, ciò che il regista ha in mente come gusto estetico per la storia che vuole raccontare. Nel caso del film di Gramisci, visto che si tratta di un fantasy dove le ambientazioni in cui la luce ed il colore avranno un significato importante, il mio lavoro sarà quello di seguire di pari passo tutto ciò che il regista ha in mente per qualsiasi tipo di situazione». Nel cinema "mainstream", Lombardo è focus puller di maestri della fotografia come Vittorio Storaro, premio oscar per tre film di successo, ma le sue esperienze spaziano anche in campo internazionale su set con artisti di grande spessore. Per quanto concerne l'esperienza calabrese del "Sacro Codice", Lombardo afferma: «Non conoscevo questi posti, ma devo dire che sono molto belli e saranno una vera sorpresa per chi vedrà il film». Sulle difficoltà che si potranno incontrare, visto il genere fantasy del film, Lombardo non ha dubbi: «Riuscire, senza i budget hollywoodiani, a realizzare una storia fantastica in una ambientazione più fantasiosa possibile, sarà una bella sfida». [Foto di scena di A. Arcuri, E. Armentano, S. Gramisci, M. Selvaggi] |
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Foto di scena in teatro di posa - Roma, 2008
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preview | making of |
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