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Speciale
: dietro le quinte del Sacro Codice

In preparazione il nuovo ciclo di riprese per Sacro Codice, sul set del film anche i 'templari della pace e del linguaggio'

I primi ciak di 'Sacro Codice' girati in Sila

Nath e Christin corrono spensierati sulla riva di un lago, verso un futuro che va delineandosi a loro insaputa. Sono queste le battute iniziali del film "Sacro Codice" diretto dal regista calabrese Franco Gramisci che, nei giorni scorsi, si è aperto alle prime riprese in esterno proprio sui monti della Sila, sulle rive del lago di Cecita.
Un film di genere fantasy, ma con uno scenario naturale che potrebbe essere annoverato fra i più belli del mondo, dove il regista ha voluto "collocare" la propria opera, proprio fra le bellezze paesaggistiche della regione Calabria. Una storia surreale lega le varie ambientazioni ed i protagonisti di questo scorcio ancestrale che, passo dopo passo, ricostruisce le memorie del viaggio attraverso i ricordi della piccola Christin. Le prime battute, dunque, non hanno spazio né tempo. Solo i giochi spensierati di due straordinari bambini che qui vengono magistralmente interpretati dal piccolo Lorenzo Audia (Nath), di soli 7 anni e proveniente da San Giovanni in Fiore, e dalla bellissima Rebecca Mulè (Christin), di appena 9 anni e già con una lunga carriera alle spalle come protagonista in alcuni short-film. Numerose, inoltre, sono le sue presenze televisive nazionali in Rai come "La prova del cuoco", "Domenica in" e "Uno mattina", oltre alla sua partecipazione quale corista del piccolo coro dell'Antoniano per ben due edizioni dello "Zecchino d'oro". Nei suoi ciak Franco Gramisci si avvale inoltre della collaborazione di esperti d'eccezione, come il "cinematographer" Stefano Lombardo, allievo del più volte premio oscar Vittorio Storaro. Sul set, Lombardo si occupa delle riprese e di dirigere tutta la fotografia, cercando -come egli stesso sottolinea- di realizzare concretamente tutti i pensieri del regista, adeguando luci e colori alla scena.
Questa opera si può vedere nel lavoro certosino con cui la troupe realizza le riprese e prepara i set su cui girare. Ci si muove all'unisono, con tempi che scandiscono il secondo, al fine di non far pesare l'organizzazione sui piccoli attori. Massima discrezione, infine, unita alla spontaneità dei rapporti umani, hanno reso leggera l'intensa giornata lavorativa. Nell'immaginario "Gramisciano" è proprio il lago l'elemento cruciale della narrazione del film. Questo, infatti, rappresenta la metafora dello specchio della vita, cuore in cui scorre la linfa della terra. Le scene silane riguardano l'istante in cui viene spezzata la catena dei ricordi di questo cammino dei giovani Nath e Christin che, da questo momento, inizieranno a cercarsi attraverso tanti intrecci che la protagonista dovrà sciogliere lungo il percorso della sua esistenza.
I luoghi, le memorie del tempo, il sentimento ed un libro con codici sacri, che per lei nasconde la chiave dell'amore e della vita, saranno l'ensamble di questo fantasy che ha tutte le carte in regola per rappresentare la Calabria oltre i confini, non solo geografici ma soprattutto culturali.

     [Emanuele Armentano]

 

Interviste

Interviste sul set silano di Sacro Codice

Prodotto da Corbec Film e Advanced Virtual Research, con il supporto della Fondazione Calabria Film Commission

di Emanuele Armentano

Franco Gramisci – Regista: «Iniziamo in Calabria le prime scene in esterna. Abbiamo fatto precedentemente diversi ciak in teatri di posa, fra Roma e Cosenza, per quel che riguarda le scene che richiedono particolari interventi di ricostruzione virtuale. In Sila invece abbiamo girato le scene che non richiedono effetti speciali, ma grazie ad alcune location siamo riusciti ad incastonare la storia in mezzo a paesaggi che nulla hanno da invidiare a quelli fantastici. Fra i monti della Sila i piccoli Rebecca Mulè e Lorenzo Audia sono stati i protagonisti bambini che hanno girato la scena emblematica, il cuore del film, la scena più illuminata sia dal punto di vista estetico fotografico che dalla metafora interiore del personaggio. Un momento di infanzia, di splendore e bellezza che viene spezzato in un istante e da qui il mondo comincia ad annebbiarsi».  Ma sul mistero dell'attimo che "separa" i due protagonisti il regista non si sbilancia: «E' questo l'effetto che vogliamo creare, non far capire cos'è che ci separa da chi e da cosa. Sarà l'esperienza, la vita vissuta che farà capire la storia. Non a caso la prima scena tornerà sempre come un flashback nei ricordi dei protagonisti». Le prime impressioni sul set silano: «La prima cosa che si deve sottolineare è che la preparazione al set più è lunga e meglio è, più è oculata, umana e tecnica e più è magia. I bambini sono stati eccezionali nella loro semplicità e in un contesto paesaggistico bello come questo, anche la presenza dei soli due attori ha creato le giuste armonie e reso essenziali le riprese. Non grosse presenze nella troupe, per essere discreti nel girare coi bambini e cogliere le loro emozioni in pieno».

Stefano Lombardo - cinematographer: «In generale il mio ruolo è quello di essere uno dei più stretti collaboratori del regista, poiché devo cercare di rendere, attraverso gli usi degli obiettivi, delle macchine e della luce, ciò che il regista ha in mente come gusto estetico per la storia che vuole raccontare. Nel caso del film di Gramisci, visto che si tratta di un fantasy dove le ambientazioni in cui la luce ed il colore avranno un significato importante, il mio lavoro sarà quello di seguire di pari passo tutto ciò che il regista ha in mente per qualsiasi tipo di situazione». Nel cinema "mainstream", Lombardo è focus puller di maestri della fotografia come Vittorio Storaro, premio oscar per tre film di successo, ma le sue esperienze spaziano anche in campo internazionale su set con artisti di grande spessore. Per quanto concerne l'esperienza calabrese del "Sacro Codice", Lombardo afferma: «Non conoscevo questi posti, ma devo dire che sono molto belli e saranno una vera sorpresa per chi vedrà il film». Sulle difficoltà che si potranno incontrare, visto il genere fantasy del film, Lombardo non ha dubbi: «Riuscire, senza i budget hollywoodiani, a realizzare una storia fantastica in una ambientazione più fantasiosa possibile, sarà una bella sfida». 

[Foto di scena di A. Arcuri, E. Armentano, S. Gramisci, M. Selvaggi]

 Foto di scena in teatro di posa - Roma, 2008

Dai Teatri di posa alla magia dei set e delle locations naturalistiche
Dopo la volta degli studios romani per il virtual-set su greenscreen, la magia del set del Sacro Codice del regista Franco Gramisci si sposta nel Parco Nazionale della Calabria. Un film, un’opera capace di sorprenderci e ‘rapirci’ già in fase produttiva, ossia quando sul set del Lago Cecita, al centro di una delle aree più affascinanti del sud, la troupe stende binari, carrelli, macchine da presa ad alta definizione ed entrano in scena, subito dopo aver acceso le lampade, due giovanissime promesse del cinema: due bimbi di soli sette e nove anni, lo spigliato Lorenzo Audia e la splendida Rebecca Mulè, entrambi in scena con costumi che richiamano il ‘900 nei panni dei protagonisti da piccoli. In teatro di posa sono state già girate alcune scene centrali e finali del film, sequenze in cui ci saranno molte scenografie ricostruite digitalmente: perciò l’utilizzo del teatro di posa per il virtual-set su greenscreen. Sul set a Roma per il casting l’attrice Maya Francione e il maestro di lotte orientali Francesco Perrone, ‘performer’ nelle sequenze dei monaci guerrieri templari. Altre scene, invece, hanno visto coinvolto il noto attore teatrale di San Giovanni in Fiore Salvatore Audia. Per la parte tecnica, la troupe assieme al regista, il direttore della fotografia del film Stefano Lombardo, allievo del premio oscar Storaro, nonché, presente sul set a Roma, anche il supervisor agli effetti visivi Gianfranco Confessore. Affascinante anche il costume della protagonista da grande, ideato e realizzato appositamente per il film Sacro Codice seguendo la natura del personaggio. L’idea è stata sviluppata da un’esperta stilista romana e l’abito realizzato da una sartoria che opera nel cinema da oltre 50 anni. Tale scelta è stata fortemente voluta dallo stesso regista per marcare ulteriormente l’originalità dell’opera. Le riprese effettuate in Sila (Parco Nazionale della Calabria) i primi giorni di agosto, riguardano sia le prime scene in esterni girate in Calabria sia anche le sequenze iniziali del Sacro Codice, che tornerà a far parlare di sé con i prossimi ciak. La troupe tecnica e le sofisticate attrezzature cinematografiche hanno raggiunto nei giorni scorsi le spettacolari località calabresi silane, ivi compreso il cinemobile, che è entrato in funzione per fornire di elettricità le aree a ridosso del lago dalle prime ore del mattino di questo agosto afoso. Luogo che, grazie alla magia del cinema, sembra animarsi di energia e di quella contemplazione che solo il set e gli autori della settima arte sono riusciti a profondere nelle vicinanze del lago....

 

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